panettone

Dalle degustazioni gratuite nelle pasticcerie e panetterie in città all’ esposizione dell’esemplare più grande del mondo in Galleria: ecco la due giorni dedicata al dolce simbolo di Milano, il Panettone.
Domenica pomeriggio dalle 16:30 in Galleria Vittorio Emanuele II sarà svelato, tagliato e offerto a milanesi e turisti di passaggio il ‘Panettone più grande del mondo’, preparato dalla Pasticceria San Gregorio: 2 metri di altezza, 80 centimetri.
Iniziativa patrocinata dal Comune di Milano e organizzata da Confcommercio Milano, in collaborazione con Fiera Milano Spa, che ne ha curato l’allestimento, Camera di Commercio Metropolitana, APA Confartigianato Imprese Milano, Monza e Brianza e Unione Artigiani di Milano e Provincia.

Per realizzare il panettone di grande del mondo ci sono voluti quattro giorni di lavorazione e quattro persone dedicate, 10 chili di pasta madre, 69 chili di farina, 27,6 litri d’acqua, 15 chili di tuorli, 27 chili di burro, 18 chili di zucchero, 18 chili di uvetta e 11 chili di canditi d’arancia.

I lavori di preparazione sono stati seguiti dal Maestro pasticcere Said, di origini marocchine con all’attivo un percorso di studi all’Ecole Gastronomique Bellouet Conseil di Parigi: il primo giorno è stata rinfrescata la pasta madre, 3 volte per 3 ore ogni volta, per poi procedere la sera con l’impasto, lasciato riposare per 12 ore.
Al momento del secondo impasto sono state aggiunte anche le guarnizioni, per poi lasciarlo riposare un’altra ora.
Un terzo impasto lento di un’ora, una lievitazione di 8 ore e poi la cottura in forno (2 metri di altezza per 1,5 metri di larghezza, noleggiato dalla ditta Zucchelli di Torino) per tutta la notte a 130/140 gradi hanno completato l’opera.

All’appuntamento in Galleria sarà presente anche il sindaco di Milano Giuseppe Sala.

Guarnito con uvetta o frutta candita, il panettone è tra i dolci natalizi più amati.
Questo semplice impasto, derivato da lievito, burro, uova e farina si è imposto ai palati più golosi, accompagnato da caffè, vino dolce o spumante, creme pasticcere, cioccolato o zabaione.
Con i suoi 30 cm di altezza, sormontato da una “cupola”, regna dal XV secolo per morbidezza ed eleganza: in passato era il tipico dolce natalizio esclusivamente milanese, ma oggi rallegra le tavole di tutto il mondo nel periodo delle feste.

Molte sono le leggende riconducibili alla nascita di questo dolce, che oggi consacra la fama della pasticceria milanese a livello internazionale, tra cui quella che attesta la derivazione del nome “panettone” da “pan di Toni”.
Si racconta, infatti, che il garzone di cucina di Ludovico il Moro, la sera di Natale, inventò un pan dolce con burro, canditi e pasta avanzata, per rimediare ad un dessert bruciato. il cuoco al servizio di Ludovico il Moro era stato incaricato di preparare un sontuoso pranzo di Natale, a cui erano stati invitati molti nobili del circondario, ma il dolce, dimenticato per errore nel forno, quasi si carbonizzò.
Vista la disperazione del cuoco, Toni, un piccolo sguattero, propose una soluzione: «Con quanto è rimasto in dispensa – un po' di farina, burro, uova, della scorza di cedro e qualche uvetta – stamane ho cucinato questo dolce. Se non avete altro, potete portarlo in tavola». Il cuoco acconsentì e, tremante, si mise dietro una tenda a spiare la reazione degli ospiti.
Tutti furono entusiasti e al duca, che voleva conoscere il nome di quella prelibatezza, il cuoco rivelò il segreto: «L'è 'l pan del Toni».
Da allora è il "pane di Toni", ossia il "Panettone".